Questo sito utilizza/non utilizza cookie per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze e cookie di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina
 o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Tue09292020

Last update

Terremoti: AEGIS il tessuto "salvavita" inventato a Prato

In questa drammatica stagione di terremoti senza fine ecco un formidabile salvavita che la più avanzata tecnologia tessile italiana tessutoaegisoffre al mondo dell’edilizia e del restauro, un tessuto di concezione rivoluzionaria, di straordinaria resistenza e flessibilità, economico e facile da applicare, ma soprattutto capace di scongiurare crolli immediati lasciando così il tempo di mettersi al sicuro. Da qui il nome Aegis, lo scudo di Giove.
Frutto di anni di ricerche e di numerosi test superati a pieni voti, questo innovativo tessuto barriera, che rende obsoleti d’un colpo gli attuali sistemi di protezione antisismici, è stato presentato oggi a Firenze, nella sede di Confindustria Toscana, con la collaborazione del vice direttore dell’Unione Industriali Pratese Giovanni Moschini e dell’ingegner Giovanni Cardinale per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Ideato e prodotto a Prato dal Gruppo Lenzi, una delle principali aziende del distretto tessile toscano, leader nel settore dei tessuti non convenzionali, Aegis è una rete in poliestere HT e acciaio intrecciati, un abito ‘armato’ da applicare sotto l’intonaco degli elementi non strutturali degli edifici in laterizio: pareti divisorie e di tamponamento, decori, parapetti, impianti, ecc. Più strette le maglie della linea Zeus, più larghe quelle di Athena. E benché all’apparenza rigidi, entrambi i tessuti arrivano ad allungarsi fino al 26% della dimensione originaria.

“Il segreto di Aegis sta appunto nel coniugare all’alta resistenza questa altissima elasticità”, ha spiegato l’AD Roberto Fenzi mostrando una serie di filmati dei test, “E’ questa la rivoluzione concettuale. Sotto la spinta del sisma Aegis si deforma, ma non si rompe e riesce così a contenere le mura fratturate impedendone il crollo. Le persone possono dunque avere il tempo di salvarsi”.

Al contrario, ha aggiunto, tutti i sistemi fibrorinfonzanti in commercio sono concepiti per essere coerenti con la rigidità dei materiali edili allo scopo di aumentare la resistenza strutturale. Il limite di rottura ai alza, ma appena viene superato il collasso è brutale e immediato. Pareti e soffitti esplodono mietendo vittime.
I confronti condotti con il metodo ISO 10319 garantiscono senza equivoci la superiorità dei tessuti Aegis, da 5 a 20 volte più resistenti ed elastici degli analoghi sistemi in fibra di vetro e in polipropilene. Identici risultati hanno dato anche i test su tavelle da solai effettuati a Firenze dai tecnici della Sigma, il laboratorio certificato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per sperimentare i materiali da costruzione.

Varie simulazioni realistiche condotte negli stabilimenti Lenzi dimostrano inoltre che basta applicare il tessuto su una sola facciata perché la parete resista a una violenta azione sismica da qualunque direzione provenga (oltre 11.000 chili per metro lineare Zeus, 9.000 Athena). Queste caratteristiche soddisfano in pieno le normative e fanno di Aegis, grazie alla sua traspirabilità, uno strumento particolarmente adatto anche per restauri conservativi e messe in sicurezza delle volte.

Quanto all’applicazione è semplice, veloce e assolutamente economica. Non servono adesivi speciali né resine epossidiche. Occorre comunque agganciare il tessuto alle strutture portanti e bastano a fissarvelo punti metallici o chimici. La stessa facilità con cui si applica anche sui vecchi intonaci comporta notevoli risparmi sulle opere di ristrutturazione.

“Questa ennesima innovazione”, ha detto Moschini, “è un’ulteriore prova della vitalità dell’industria toscana e del distretto tessile pratese in particolare, laddove la capacità di fare impresa si unisce alla voglia di sperimentare e di investire nella ricerca anche in questi tempi di crisi”.

Fonte: http://www.nove.firenze.it