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Thursday, 23 February 2012 09:58

Lo sciame sismico in Valpolicella Featured

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E' passato un mese da quando la terra ha iniziato a tremare in Valpolicella. Erano le 20.41 del 24 Gennaio scorso quando si avvertì la prima scossa di magnitudo 2.7, ma si dovette attendere le 00.54 del 25 Gennaio per "avere"  l'evento più forte di tutto lo sciame. A quell'ora infatti una scossa di magnitudo 4.2 (c'è chi dice 4.4, ma in questo "riassunto" mi affido ai dati emessi da INGV, ossia l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) colpì pesantemente la zona e fu sentita su quasi tutto il Nord Italia. Non vi furono fortunatamente feriti, ma danni si. Molte abitazioni nei giorni seguenti al sisma furono controllate dai responsabili dei vigili del fuoco per verificare l'entià delle numerose crepe che si erano aperte nei muri... crepe che ovviamente non trovarono giovamento dalla forte scossa avvenuta la mattina seguente con epicentro in Emilia Romagna di magnitudo 5°. Evito di parlare poi delle polemiche a seguito delle numerose evacuazioni che ci furono, a Verona e provincia,  in seguito alla scossa nel parmense, "scatenate" da un fanotmatico e falso comunicato della protezione civile in cui secondo qualcuno (chi non si è mai scoperto) da li a qualche ora sarebbe avvenuto un sisma di dimensioni maggiori.... vabbè detto questo, da allora la terra in Valpolicella ha tremato parecchie volte soprattutto il giorno 26 Gennaio per un totale di 19 scosse in un mese.

Ma quanto è sismica quella zona? Essa, fa parte di un'area giudicata a rischio limitato (livello 3) come tutta la nostra provincia. Ricordo che nella provincia di Verona si possono distinguere geologicamente tre zone tra loro differenti: una corrisponde ai gruppi montuosi del Monte Baldo e del Monte Pastello, una caratterizzata dal complesso tabulare dei Monti Lessini (quella in cui è avvenuto lo sciame sismico) e la zona dell'anfiteatro morenico del Garda, più parte della pianura;le prime due si differenziano tra loro per il diverso stile tettonico.Dal punto di vista strutturale il settore del Monte Baldo e del Monte Pastello risultano costituiti da  una successione di zolle allungate da Nord verso Sud , inclinate verso NW-SE (direzione Schio -Vicenza). Questo intricato sistema di fratture si inserisce in un insieme di pieghe ben evidenti soprattutto ad ovest dell'Adige (lo si può vedere facilmente nella zona di Canale in Valdadige) ad andamento SSW-NNE; si tratta dell'anticlinale (piega degli strati della crosta terrestre , convessa verso l'alto) asimmetrica del Monte Baldo (parallela alla faglia del Garda )e della sinclinale di Ferrara di Monte Baldo. Il raccordo tra queste due strutture avviene attraverso un sovrascorrimento che si può seguire nei pressi del Passo Campione (a nord) fino al Monte Belpo (Pesina) con andamento circa Nord-Sud per un lungo tratto ed est-ovest nel tratto più meridionale nei pressi di Caprino Veronese. Il regolare fianco occidentale monoclinalico del Monte Baldo prosegue fino a Punta San Virgilio modellandosi in debolissima monoclinale nei pressi di Albisano; quest'ultima risulta interrotta sul suo bordo orientale da una faglia verticale anch'essa di direzione giudicariense e che prosegue verso SW oltre Garda fino a Sirmione. Il settore Albisano - San Virgilio è inoltre troncato da alcune faglie sub-verticali ad andamento NW-SE, responsabili della struttura a gradini di Punta San Virgilio. Ad Est il complesso tabulare dei Monti Lessini costituisce un altipiano debolmente inclinato verso Sud emergente dalla pianura ed elevantesi fino a 1900 m s.l.m. Insomma quello che emerge è che nella nostra zona ci sono "faglie" e frature che comunque ogni tanto "si muovono" :-)

Per riassumere un po' quello che è successo ho preparato un po' di immagini:

Distribuzione Geografica delle scosse

terremoti

 

Cliccando sull'immagine è possibile vedere come le scosse siano tutte circoscritte in un raggio di circa 20 km con il centro di questo ipotetico cerchio posizionato ad est di Negrar, tra la Valpolicella e la Valpantena

 

 

 

 

Distribuzione delle scosse nel tempo

eventi

 

 

Le scosse in totale dall'inizio dello sciame sono state in totale 19, 12 delle quali al di sopra dei 2° di Magnitudo. Il numero più alto di scosse, ben 7, si è verificato il giorno 26 Gennaio. L'ultima, proprio ieri mattina ... ma di soli 1.4° e quindi non udibile dall'uomo ma solo dagli strumenti

 

 

 

Profondità delle scosse

profondita

 

Tutte le scosse dello sciame sono state piuttosto superficiali. Infatti sono raccolte tutte tra i 4Km e i 12Km di profondità. A parte la scossa di 4.2° infatti le altre si sono sentite solo nei comuni vicino all'epicentro. Lo siame invece nel parmense è rimasto sempre più profondo e questo ha favorito il fatto che anche scosse di più piccola entità rispetto a quella di magnitudo 5, si siano sentite anche a molta distanza.

 

 

Magnitudo delle scosse

Magnitudo

 

 

Delle 19 scosse che per ora compongono lo sciame della Valpolicella solo 1 ha superato la magnitudo 4. Le altre si sono concentrate tra i 2° a i 2.5°. Sette di esse sono risultate udibili sono dagli strumenti.

 

 

Questo è quanto accaduto nell'ultimo mese dal punto di vista sismico nel Veronese. Dopo lo sciame sismico verificatosi sul Monte Baldo in Autunno, questo è il secondo sciame virificatosi in Zona. Se tra i due sciami vi sia una correlazione è molto difficile dirlo anche se non è del tutto da escludere come ipotesi. La cosa comunque importante è che da ormai 20 giorni il numero di scosse giornaliere si è ridotto (1 ogni tre, quattro giorni), questo non vuol assolutamente dire che le scosse sono finite (non lo si può sapere) ma almeno la fobia da terremoto dovrebbe essere un po' scemata dopo l'isteria che ha colpito molti di noi verso fine gennaio :-)

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