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Wednesday, 28 March 2012 16:31

Emilio Bellavite: il pilastro della Meteorologia Veronese Featured

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Apparteneva alla generazione dei meteoman con la bacchetta, le isobare disegnate a mano sulla mappa dell’Europa. E un altro modo di bellavitedire alla gente «che tempo fa». C’entrano poco satelliti e modelli matematici, che hanno preso il sopravvento quando già si avvicinava alla pensione e ai quali, da innovatore convinto, si è adeguato senza dimenticare i fondamenti della fisica. C’entra, molto, la passione, il piacere di «fare didattica». Perché, dietro al sole, alla pioggia, alla neve e alla grandine, ci sono sempre i grandi movimenti delle masse d’aria, un puzzle che scoprire destava sempre meraviglia. Ben altro stile, quello di Emilio Bellavite, rispetto ai modi di certi impettiti colonnelli, che sciorinano le previsioni del tempo quasi come ordini da dare ai sottoposti. Per non parlare delle soubrette che hanno sostituito su certe reti i meteorologi professionisti e che si limitano a leggere le massime e le minime sul «gobbo ».

Grazie alla sua cordiale professionalità, lui era entrato nel cuore della gente, tanto da diventare sinonimo di meteo per i veronesi. Bellavite è morto ieri all’ospedale geriatrico di borgo Trento, dove era ricoverato da tempo, all’età di 84 anni. Per anni ha scritto le previsioni del tempo sul giornale L’Arena, per poi approdare in televisione su «Telearena ». Si distingueva per il suo sorriso gioviale, l’autoironia: nessuna pretesa di infallibilità, tanto che quando sbagliava (non più di altri meteoman più quotati, a dire il vero) si scusava sempre. Accadde una volta il giorno di Pasquetta, «quando sbagliare una previsione del tempo è peccato mortale» come sosteneva. Negli anni ’50, quando per i computer si sarebbe dovuto aspettare ancora qualche decennio, si faceva arrivare le mappe dall’osservatorio nazionale svizzero. Poi è cominciato il lavoro vero e proprio, che l’ha portato al centro antigrandine del ministero dell’Interno e, in seguito, ad essere previsore ufficiale dell’Ente lirico areniano.

La grandine, fenomeno «imprevedibile», come insegnava, e «tipicamente veronese », era solo uno dei tanti aspetti del tempo ad interessarlo. Bellavite inseguiva anche le nevicate e raccontò quella, storica, del 1985, passo dopo passo. Non senza, però una certa frustrazione, perché, tra le province vicine, Verona era sempre l’ultima a vederla. Ma, non appena c’era qualche sentore di gelo, correva sulle Torricelle pur di «afferrarla » in tempo. Non solo in senso metaforico. Appassionato di sport, Bellavite era anche un gran corridore, passione che si è trascinato fino a tarda età. Lo si poteva vedere, la domenica, intento a fare jogging in piazza. Ora sarà Meteo4, l’associazione di meteoappassionati fondata da lui assieme ad Angelico Brugnoli a raccogliere la sua eredità scientifica. Ma che il suo ricordo sia rimasto vivo nel cuore degli spettatori, anche più giovani, lo testimonia la pagina Facebook a lui dedicata, sulla quale hanno cliccato «Mi piace» oltre 3.500 utenti.

Personalmente posso dire che è stato una delle figure della "meteo" che mi hanno fatto amare la meteorologia, assieme al grande Bernacca e a Guido Caroselli, loro si che sapevano quello di cui stavano parlando...non le meteorine di oggi

Fonte : Corriere.it


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