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Monday, 16 May 2011 13:09

Dalle seghe mentali ai satelliti : Come è cambiata la meteorologia (1° Parte) Featured

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Io me le immagino le prime civiltà alle prese con i fenomeni meteorologici. Ogni evento era probabilmente giustificato dal fatto che "gli Dei" (o cose simili...) per qualche strano motivo avevano le palle girate e per tanto se la prendevano con loro..."ecco abbiamo fatto inca**are il Dio del fuoco e ora ci manda dal cielo la menifestazione della sua ira (lampi)!" ... "ecco il Dio del Sole è stanco e va a dormire (tramonto)"... "ecco il Dio del Barbeque ha voglia di giocare e ci fa sudare (Ondate di calore)" ... "Ecco gli angioletti fanno la pipì (piove)"..ah no questa me la raccontava mia Nonna...Comunque... tutte le vicende del tempo venivano in genere interpretate come la manifestazione dell'umore mutevole delle divinità più o meno buone...

AristoteleI primi tentativi di "prevedere il tempo" senza tirare in ballo Dei o Demoni ci arrivano dalla civiltà Mesopotamica o dalla civiltà Ebraica ma fu la civiltà Greca che cercò (nonostante avesse una Divintà per tutto...Pollon insegna...) di approciare il discorso in modo molto più razionale tanto più che è Greco il primo vero trattato di meteorologia di cui si hanno notizie: la Meteorologica di Aristotele (che non è il personaggio principale de "l'allenatore nel Pallone"...quello aveva una s in più...). Scritto nel 340 a.C. dimostra come il suo autore fosse uno con le "palle" viste le nomerose intuizioni (valide tutt'ora) che vi si trovano scritte. La più "stupefacente" è sicuramente quella in cui descrive la formazione della grandine. Per Aristotele infatti la Grandine non era un dono del Dio dei Ghiaccioli ma un fenomeno che aveva la seguente spiegazione : "a quote elevate la temperatura dell'aria è tale da far ghiacciare l'acqua anche d'estate. Anzi, le grandinate si verificano più spesso in estate perchè il calore del suolo spinge le nubi più in alto facendo così ghiacciare elevate quantità di goccioline contenute nella nube che prima o poi a causa del peso cadono a terra" ... in effetti più o meno accade questo...poi ovvio...Aristotele, coniderando la Terra al centro dell'universo, aveva la visione sbagliata di quanto fosse importante il Sole (anche se al Sole dava il merito della generazione dei venti...che però erano solo due per Leonardo Da VinciAristotele) però tutto sommato pur essendoci molte minc*iate (chiamiamole inesattezze...) nel suo trattato, possiamo considerare Aristotele come il Colonnello Bernacca del suo tempo...aveva solo grande difficoltà a far sapere alla gente che il giorno dopo sarebbe piovuto visto che non aveva a dispostizione AristoteleMeteo24 o www.meteoaristotele.gr ...

Comunque quanto descritto ne "la Meteorologica" pur non avendo nessun fondamento scientifico ha costituito la base indiscussa delle conoscenze atmosferiche per quasi 2000 anni, anche perchè i Romani non è che abbian aggiunto molto di più rispetto a quello che avevano fatto i Greci...ma vi chiederete...caspita...se per 2000 anni abbiamo ritenuto valido il fatto che "quando il calore del Sole raggiunge la superficie terrestre esso si mescola con l'acqua dando origine ad una sostanza calda e umida simile all'acqua", Benedetto Castelli (1577 - 1643)fosse la spiegazione scientifica per la formazione del vapore acqueo, mi chiedo: ma che casso ai fato en tutto sto tempo? nel Medioevo a parte coparse tra de lori...pensaveli ancora che la neve la fosse la forfora de Zeus??? (Trad. Veronese - Italiano : Evidentemente nel Medioevo avevano altre priorità...).

Non è proprio così...ma purtroppo nel Medioevo era l'astrologia a farla da padrone e quindi se pioveva era perchè "lo Scorpione è andato in trigone con la Vergine e Venere si è allineata con l'Orsa Maggiore per 10 lune..." insomma erano le Stelle a determinare oltre alla fortuna di una persona anche le previsioni del tempo...un po' come oggi crediamo che le Cipolle ci diano indicazioni meteo a lungo termine o che Frate indovino sia meglio del Modello GFS...

E' con il Rinascimento (che io ho odiato profondamente quando ho dovuto studiarlo a scuola...forse perchè non mi hanno raccontato le cose più interessanti che vi dirò ora...) che si inizia a pensare che la Galileo GalileiMeteorologia non fosse na cosa così banale e che forse aveva delle basi un po' più "oscure" del semplice fatto che erano gli astri a decidere...tanto più che in Italia furono inventati i primi strumenti meteorologici (usati ancora oggi):

 

Evangelista TorricelliMa oltre a queste invenzioni, fu in quel periodo che nacque meteorologia sinottica, infatti nel 1654 il Granduca Ferdinando II istituì la prima rete meteorologica, un evento di fondamentale importanza per lo sviluppo della meteorologia. Nel periodo compreso fra il 1654 e il 1667 Luigi Antinori coordinò infatti una rete osservativa comprendente stazioni di rilevamento italiane e straniere. Si trattava del primo tentativo di raccolta sistematica di dati osservativi descrittivi e strumentali provenienti da luoghi geografici diversi, tramite l'utilizzazione di strumenti omogenei e l'adozione di procedure di rilevamento il più possibile uniformi. L'aspetto rivoluzionario dell'impresa scientifica promossa dal Granduca Ferdinando II consisteva proprio nell'adozione di questo metodo, più che nella reale ed effettiva comparabilità delle effemeridi meteorologiche provenienti dalle stazioni di rilevamento: dalla vicina Vallombrosa, come dalle lontana Varsavia o Innsbruck. Insomma...la rete era na chiavica...ma l'idea fu davvero rivoluzionaria. Nonostante questi "passi avanti" era sempre la visione "astrologica" ad avere la meglio e gli studi sul Meteo e l'Atmosfera erano più cose da "fighetti" che esigenze reali...anche se i marinai avevano cominciato ad intuire che forse i venti non erano solo 2 e che se il mare era in burrasca e pioveva a buso (molto) non era per colpa dell'allineamento dei pianeti...

Fu il 1800 a dare un nuovo impulso alla meteorologia sinottica quando si cominciò ad intuire che il meteo non era una questione locale...ma qualcosa di molto più ampio e che quindi l'area osservata non poteva limitarsi a qualche chilometro, ma doveva essere molto più ampia..."caspita ieri pioveva a Torino...oggi piove a Verona... vuoi vedere che le cose sono collegate???"...era questa l'intuizione!

Ovvio che fino a quando le osservazioni meteorologiche di Torino (ovviamente è per dire un nome...) arrivavano a Verona per posta (l'unico mezzo che avevano a dispozione a quel tempo per scambiarsi informazioni) tre giorni dopo...i Veronesi sapevano sicuramente che era piovuto prima che glielo dicessero le previsioni, quindi la meteorologia sinottica senza un modo rapido per scambiarsi informazioni era un po' na putta*ata... e fu solo quando venne inventato il Telegrafo (nel 1835) che le cose ebbero un'accelerazione, ma si sà che solo "quando l'acqua la te toca el cul te te sveie fora" (Trad. Veronese - Italiano : è solo quando ne hai realmente bisogno che agisci) pertanto fu necessario che una furiosa tempesta sul Mar Nero facesse affondare quasi tutta la flotta Anglo-Francese nel corso della guerra di Crimea, per far capire che forse un'osservazione più "scientifica" degli eventi atmosferici era necessaria (se avessero saputo dell'arrivo delle tempesta gli anglo-francesi forse non avrebbero preso na musata simile...) tanto che attorno al 1860 nacquero in Italia, Francia ed Inghilterra i primi servizi meteorologici.

Ma credere che per prevedere il tempo bastasse osservare come si muoveva nel tempo una "perturbazione", fece si che dopo i numerosi "fallimenti" del metodo la meteorologia tornasse ad essere solo una perdita di tempo....ma...(continua nella 2° Parte)...

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