Questo sito utilizza/non utilizza cookie per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze e cookie di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina
 o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Tue07142020

Last update

Secondo alcuni studi un aumento della temperatura di 3° è possibile entro il il 2050...

Migliaia di persone in tutto il mondo hanno offerto il proprio computer domestico per far girare un complesso modello climatico climate-changeatmosfera-oceano, permettendo così agli scienziati di fare migliori previsioni sull'impatto di modelli climatici mutevoli. Grazie a questi sforzi gli scienziati hanno concluso che un riscaldamento globale di 3 gradi centigradi è possibile. Lo studio, presentato nella rivista Nature Geoscience, è stato in parte supportato dai progetti WATCH e ENSEMBLES finanziati dall'UE. Sia WATCH ("Water and global change") che ENSEMBLES ("Ensemble-based predictions of climate changes and their impacts") sono stati finanziati nell'ambito dell'area tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi" del Sesto programma quadro (6°PQ) dell'UE rispettivamente con 9,98 e 15 milioni di euro.

Gli scienziati ritengono che questo studio, il primo a effettuare così tante simulazioni usando un complesso modello climatico atmosfera-oceano, affronterà le incertezze che sono emerse riguardo a precedenti previsioni che avevano usato modelli più semplici o che avevano effettuato solo poche dozzine di simulazioni.

Il team ha concluso che un riscaldamento globale di 3 gradi centigradi entro il 2050 è "ugualmente verosimile" come un aumento di 1,4 gradi. Essi hanno notato che la gamma di previsioni è ottenuta da modelli che riproducono accuratamente i cambiamenti di temperatura osservati negli ultimi 50 anni.

"Soltanto effettuando così tante simulazioni, con versioni del modello volutamente scelte per mostrare una gamma di comportamenti, è possibile riuscire a gestire l'incertezza presente in un sistema complesso come il nostro clima," ha detto l'autore principale dott. Dan Rowlands del Dipartimento di fisica dell'Università di Oxford nel Regno Unito. "Il nostro lavoro è stato possibile soltanto perché migliaia di persone hanno offerto l'utilizzo dei loro computer domestici per effettuare queste simulazioni."

Ciò che i risultati suggeriscono è che la possibilità che il mondo superi la "barriera dei 2 gradi" questo secolo è molto verosimile se le emissioni continuano con lo stesso ritmo. Questo è importante per i ricercatori che stanno prevedendo gli effetti del cambiamento climatico; con queste informazioni a disposizione, essi ora devono considerare la possibilità che il riscaldamento raggiunga i 3 gradi (oltre la media 1961-1990) entro il 2050 persino in uno scenario con emissioni medie. Questo è un ritmo di riscaldamento più veloce di quanto previsto dalla maggior parte dei modelli.

"La maggior parte delle previsioni del riscaldamento globale sono basate sulla serie di risultati che diversi gruppi in giro per il mondo inviano come contributo a un modello di confronto" ha detto il professor Myles Allen della facoltà di geografia e ambiente, Università di Oxford, uno degli autori della ricerca. "Questi gruppi non si propongono di esplorare l'intera gamma di incertezze, ed è per questo motivo che sono necessari studi come il nostro."

Il coautore dott. Ben Booth, scienziato del clima anziano presso il Met Office Hadley Centre, ha spiegato: "Sono stati fatti sforzi considerevoli all'interno della comunità internazionale per quantificare e comprendere le conseguenze delle incertezze relative al clima per le previsioni future. Questo lavoro, che è forse il più ambizioso sforzo compiuto finora, illustra in che modo il movimento della scienza dei cittadini stia fornendo un contributo importante in questo campo."

Il progetto ha riunito diversi attori provenienti da tutta Europa e anche aziende private. Durante questo studio sono stati usati oltre 35.000 ospiti attivi. Questi volontari hanno fatto girare un modello climatico sul loro computer. Il modello operava in modo automatico in background sui loro computer ogni volta che questi erano accesi. Gli utenti potevano usare il proprio computer a piacimento senza alcuna interferenza e i risultati venivano inviati in modo automatico.

Il coautore professor Dave Frame della Victoria University di Wellington in Nuova Zelanda, docente ospite alla Smith School of Enterprise and the Environment di Oxford, ha detto: "Insiemi come questo rappresentano un modo innovativo di esplorare una gamma di possibili scenari futuri, e forniscono una promettente nuova risorsa per l'adattamento del clima e l'impatto sulle comunità."

Per maggiori informazioni, visitare:


Università di Oxford:
http://www.ox.ac.uk/

Nature Geoscience:
http://www.nature.com/ngeo/index.html

Fonte : CORDIS