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Tue10272020

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Terremoto Emilia: INGV conferma...le faglie coinvolte sono 2

Si era già ipotizzato nelle ore immediatamente successive alle forti scosse del 29 Maggio, ma ora INGV è (quasi) sicura.

terremoto-emilia1Le due scosse piu' forti che hanno colpito l'Emilia, quella del 20 e quella del 29 maggio, sono avvenute su faglie diverse. Lo chiarisce l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dopo avere mappato nel dettaglio i movimenti del suolo avvenuti durante i terremoti in Emilia, grazie ai satelliti italiani COSMO-SkyMed. Incrociando dati geologici, sismologici e di deformazione del suolo, i ricercatori INGV hanno generato dei modelli fisico-matematici delle faglie, con i quali hanno simulato gli stessi movimenti della superficie terrestre che vengono osservati da satellite. Utilizzando computer molto potenti sono state generate decine di migliaia di mappe di deformazione simulate, che sono state confrontate con le deformazioni osservate dal satellite. Al termine di questa procedura si e' individuato il modello di faglia che meglio riproduce i movimenti del terreno osservati.


Questi risultati sono solo preliminari, ma suggeriscono che i due eventi piu' forti della sequenza, il 20 e il 29 maggio, siano avvenuti su faglie diverse, tra loro all'incirca parallele. Queste faglie possono essere visualizzate come dei piani di frattura lungo i quali si ha lo scorrimento dei due blocchi di crosta terrestre: il blocco a Sud della faglia e' salito sopra il blocco a Nord (per questo si chiamano sovrascorrimenti), causando sollevamenti del suolo di 10-15 cm.


Entrambi i piani di frattura si fermano a qualche centinaio di metri di profondita', e quindi non arrivano ad intersecare la superficie. Un eventuale affioramento delle faglie in superficie avrebbe causato molti piu' danni nelle zone interessate. Le faglie individuate corrispondono molto bene a strutture mappate in profondita' con studi geologici. Si tratta di strutture vecchie di milioni di anni, generate dalla spinta dell'Appennino settentrionale verso le Alpi. La conoscenza di dettaglio della posizione e delle caratteristiche delle faglie attive e' un elemento fondamentale per generare mappe di pericolosita' sismica sempre piu' affidabili.

Fonte: AGI