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Fenomeni Meteorologici

Fenomeni Meteorologici (16)

Monday, 23 July 2012 22:13

I 10 Venti del Lago di Garda...li conoscete?

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Il "nostro" Garda lo conosciamo tutti. La sua forma lascia intendere che esso sia nato grazie all'azione di un Ghiacciaio Paleolito che ha scavalto la collina morenica che oggi lo "racchiude" tra le sue "sponde".  Il Lago che è  quindi circondato nella parte più settentrionale (diciamo dasurfgarda Punta San Vigilio fino a Riva del Garda se consideriamo la sponda Veronese) da montagne, le maggiori delle quali appartengono al Gruppo del Baldo.

Il Clima è piuttosto mite anche in inverno anche se a volte regala insperate sorprese come la nevicata dello scorso febbraio che grazie ad un potente effetto lago ha portato 20 cm di neve in alcune zone della costa veronese. Oltre che ad una conosciuta meta turistica anche internazionale (soprattutto Tedeschi ed Austriaci), il Lago è una meta conosciuta in tutto il mondo dagli amanti della vela e del windsurf, infatti la particolare posizione geografica e le caratteristiche morfologiche delle Valli laterali, favoriscono l'inserimento di venti provenienti da diverse direzioni ed intensità a seconda delle condizioni atmosferiche, della stagione e dell'altezza del sole sull'orizzonte. Vediamo quali sono i venti principali quindi che ogni surfer conosce...e che magari a molti di noi sfuggono.

Il PELER: E' il vento caratteristico del Garda è il PELER, è un vento proveniente da Nord e che interessa quasi tutto il lago, soprattutto l'alto ed il medio Garda. Esso soffia dalle prime ore della notte fino a circa mezzogiorno e si rafforza dopo il sorgere del sole a causa dell'aumento della temperatura. E' più forte lungo la sponda Veronese teoricamente,  tra Torri e Malcesine. In estate, raggiungendo i 15 m/s è in grado i formar eun discreto moto ondoso. Viene sfruttato per la pratica del windsurf da numerosi appassionati che escono all'alba nei pressi di Limone o di Malcesine.

Il Vento di ORA: Si tratta di una brezza di valle proveniente dalla pianura Padana che spira da Sud poco dopo la caduta del Peler (12-13) sino al pomeriggio inoltrato. E' maggiore nell'alto Garda dove, grazie alla forma ad imbuto del Lago, esso acquista velocità per quello che viene definito L'effetto Venturi (o paradosso idrodinamico) ossia quel fenomeno fisico, scoperto e studiato dal fisico Giovanni Battista Venturi, per cui la pressione di una corrente fluida aumenta con il diminuire della velocità. E' un vento "poco" intenso e mediamente non supera i 5/6 metri al secondo, ma d'estate, soprattutto sull'alto Garda può raggiungere i 10/12 m/s portando alla formazione di un discreto moto ondoso.

Il PONAL: E' un vento tipicamente estivo e di forte intensità. Soffia dalla valle di Ledro nelle ore mattutine e nelle ore serali seguendo il solco del torrente Ponale da cui ne deriva il nome.

Il BALI: E' un vento proveniente da Nord tipicamente invernale, originato da un forte abbassamento della temperatura spesso dovuto ad intense precipitazioni a carattere nevoso. Può raggiungere velocità fino a 20 m/s e dare luogo ad un forte moto ondoso.

L'ANDER: E' un altro vento tipico del Lago. Esso proviene da Sud-Ovest, soffia nel primo pomeriggio e che si protrae solo per poche ore interessando soprattutto il Basso Garda. Può raggiungere velocità fino a 10 m/s dando luogo ad onde irregolari soprattutto da Torri del Benaco in su.

Il VINESA: E' un vento costante proveniente da Est Sud-Est e che soffia dalla sponda veronese verso quella bresciana. È dovuto a perturbazioni in corso nell'alto Adriatico o all'insorgenza della Bora; in tal caso se il cielo a Est Sud-Est di Peschiera diventa di colore scuro, si preannuncia l'arrivo di questo vento portatore di maltempo. Può essere molto pericoloso per la sua forza e per il moto ondoso che origina.

Il BOAREN: E' un vento che spira al mattino o alla sera da Ovest Nord-Ovest uscendo dal Golfo di Salò e allontanando il Peler dal Golfo di Toscolano-Maderno. È di varia intensità con una velocità massima che può arrivare 5-6 m/s anche se solitamente è debole e pertanto non riesce a lambire la sponda veronese ne causare moto ondoso. È un vento che solitamente porta bel tempo.

Il GARDESANA: E' un vento che spira da Garda in direzione di Sirmione.

Il VISENTINA: E' un vento originato dal maltempo che scende da San Vigilio interessando il basso Garda.

Il FASANELLA: E' un vento costante, solitamente di scarsa intensità, che si forma nel primo pomeriggio ad ovest di Fasano, frazione di Gardone Riviera, e soffia verso est fino al tramonto, raggiungendo anche il basso Garda. Può anche incanalarsi verso l'alto Garda ed acquistare forza per effetto Venturi, originando moto ondoso a partire da Tignale. È tipico del periodo estivo, porta bel tempo e rende il lago di color verde azzurro.

La tromba d'aria/marina che Martedì 12 Giugno 2012 ha colpito L'Isola di Sant'Elena e di Sant'Erasmo nella laguna di Venezia ha thurman1provocato danni e gettato nel panico le molte persone che si sono trovate davanti ad un fenomeno così estremo ed inaspettato. Per alcuni momenti si è anche temuto per l'incolumità di 15 bambini che per scappare alla furia del tornado si sono rifuggiati all'interno di un container dove, a causa della caduta di alcuni alberi, sono rimasti intrappolati senza conseguenze fino all'arrivo dei soccorsi... insomma fortunatamente tanta paura, molti danni ma nessun ferito. Purtroppo però L'11 Settembre 1970, sempre in questa zona, le cose andarono diversamente.

Quel giorno, nei pressi dei Colli Euganei nel Padovano, si formò un enorme tornado (classificato F4, considerato ancora oggi uno degli eventi meteorologici più violenti che abbia mai colpito il nostro paese) e dopo aver seminato morte e distruzione sulla terraferma, giunse nel pieno della sua forza distruttiva in laguna  dove affondò un motoscafo dell'ACNIL (Azienda Comunale di Navigazione Interna Lagunare, oggi ACTV) causando 21 morti, provocò gravissime distruzioni nel quartiere di S. Elena e continuò la devastazione nel litorale del Cavallino provocando altre 12 vittime.  Relativamente a quell'evento fino a qualche anno fa esistevano molte pagine web scritte da appassionati che vollero "ricordare" quel "maledetto" giorno, molte però ad oggi sono irraggiungibili per questo motivo ho cercato di raccogliere in questa nuova pagina i contributi ancora presenti. Dal "Gazzettino" è possibile innanzitutto ricostruire la cronistoria di quel giorno

  • Ore 20.45: Fra Teolo e Revolon nei pressi dei colli Euganei si forma il Tornado che nei minuti successivi investe Padova, Albignasego, Ponte San Nicolò e Selvazzano. I danni ammontarono a 2,5 miliardi di lire e vi fu una vittima nelle zone colpite
  • Ore 21.15: La tromba d'aria arriva nel Veneziano entrando dalla zona di Vigonovo e colpendo Tombelle, Galta e Fossò. I danni rispetto a quanto successo nel Padovano funrono molto più ingenti, le case distrutte furono 10 case sono distrutte, 30 vennero scoperchiate e i feriti furono 5
  • Ore 21.20: Fu la volta di Campognara. 25 case dichiarate inagibili dai tecnici dei vigili del fuoco nei rilievi effettuati i giorni seguenti alla catastrofe. 120 vennero scoperchiate e 4 persone rimasero ferite
  • Ore 21.25: Tocca a Dogaletto e Giare di Mira dove altre 25 case diventarono inagibili, 90 furono gravemente danneggiate e i feriti furono 9.
  • Ore 21.27: Il Tornado arriva a Fusina dove rade al suolo il Camping omonimo. All'interno del campeggio 7 Bungalow vennero distrutti, 30 tende vennero spazzate via dalla furia del vento, più di 2000 alberi vennero sradicati causando il crollo delle linee elettriche...il bilancio in termini di vite umane cresce... infatti vi fu un morto e 14 persone rimasero ferite.
  • Ore 21.32: La tromba d'aria raggiunge l'isola delle Grazie colpendo l'Ospedale. I danni ammontano a 150 milioni di lire
  • Ore 21.35: Viene colpita la Motonave Aquileia dove una donna rimane ferita. La motonave, un mezzo di 400 tonnellate di stazza, subì forti danni: il mezzo  si mise a tremare come se si fosse trovato all'epicentro di un terremoto, tutte le sovrastrutture furono divelte e contorte, mentre il vento come dissero i testimoni: "spostava lo scafo ora da una parte ora dall'altra, come se le sue centinaia di tonnellate fossero soltanto chilogrammi".
  • Ore 21.36: Il Motoscafo 130 dell'ACNIL in navigazione nel bacino di San Marco si trova in rotta di collisione con la Tromba Marina. Il mezzo lungo 22 metri e pesante 22 tonnellate, che da S. Marco stava dirigendosi verso il Lido ed era quasi giunto alla fermata del vaporetto di S. Elena, investito dalla tempesta dopo aver rullato due volte, si capovolse in un fianco e l'acqua iniziò ad entrare. Il mezzo imbarcava circa una cinquantina di persone, tra cui alcuni turisti stranieri. Per 21 di loro non ci fu nulla da fare, morirono intrappolati nello scafo o annegarono successivamente all'affondamento del mezzo (nei giorni successivi alla tragedia si polemizzò sul fatto che un mezzo con una capienza di 143 persone possedesse solamente 5 salvagenti). Il motoscafo affondato si adagiò nel fondo della laguna a 3 metri di profondità, giunti i soccorsi, i sommozzatori iniziarono alle 22.00 il recupero delle salme che si concluse poco prima di mezzanotte .
  • Ore 21.37: Avviene il landfall sull'Isola di Sant'Elena. La pineta viene devastata e un uomo perde la vita schiacciato dagli alberi caduti. 2 case vengono scoperchiate, bar e altre abitazioni vengono devastate dalla furia degli elementi. Il complesso del Cantiere Celli, le sovrastrutture del Pontile dell'ACNIL, le mura del Collegiona Navale Morosini e quello dello Stadio del Venezia Luigi Penzo vengono distrutte e scaraventate a centinaia di metri di distanza (alcune parti dello stadio furono ritrovate al di la del Canale navigabile). Sono numerosissime le imbarcazioni affondate o capovolte dai forti venti. La bufera danneggiò seriamente l'Osservatorio Metereologico situato al Lido, tuttavia alcuni strumenti riuscirono a testimoniare la straordinaria potenza del vortice: il barografo registrò due forti cadute di pressione, mentre l'anemografo, strumento che misura la velocità del vento, fu mandato fuori scala registrando raffiche con velocità superiore ai 220 km orari.
  • Ore 21.40: Il tornado arriva a S. Nicolò del Lido, ancora alberi sradicati, tetti di case danneggiati. Alcuni aerei del Nicelli furono danneggiati, uno di queti in modo grave. A Punta Sabbioni, raggiunta poco dopo le case danneggiate furono 50.
  • Ore 21.42: Nella sua furiosa corsa il Tornado arriva a Caì Savio. L'omonimo Camping che in quel momento ospitava circa 300 persone, viene distrutto. 80 tende spazzate via, 57 bungalow rasi al suolo, 40 automobili fuori uso.Si conteranno 12 morti e 141 feriti.

Ecco la strada percorsa dal "mostro" in quei terribili 57 minuti

Percorsotornado

ECCO IL "VIDEO RACCONTO" DEL TORNADO

E ALCUNE FOTO DELL'EPOCA

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Monday, 06 February 2012 22:43

Dopo il Burian, il Blizzard... ma cos'è???

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Con il termine di BLIZZARD si vuole descrivere dei fenomeni meteorologici tipicamente invernali molto pericolosi, caratterizzati principalmente da intense nevicate, vento forte, freddo con temperature anche molto al di sotto dello zero e visibilità ridotta. Spesso possono essere confusi con delle "normali " tempeste blizzard-4di neve ed esistono diversi criteri riconosciuti (ma non normati e quindi non uniformati) per definire cosa è un Blizzard e cosa non lo è. Ad esempio, il Servizio Meteorologico Canadese, classifica una tempesta di Neve come blizzard se:

  • La visibilità nei luoghi interessati dalla tempesta, è inferiore al chilometro.
  • I venti soffiano a più di 40 km/h.
  • La temperatura percepita a causa del vento è inferiore a −25 °C (si chiama windchill)
  • hanno una durata di almeno 4 ore

Tali parameti diventano più restrittivi in Europa, dove il Servizio Meterorologico Inglese classifica la tempesta come blizzard se:

  • I venti soffiano a più di 50 km/h.
  • La visibilità è inferiore ai 200 metri
  • Le precipitazioni nevose presentano un'intensità tra moderato e forte

Le regioni maggiormente interessate a questo tipo di fenomeno sono le steppe Russe, l'America del Nord ed in particolare il Canada ed in Europa soprattutto le Isole Britanniche e la Scandinavia. Nel momento di "massima intensità" il Blizzard può ridurre a zero la visibilità e a causa del forte vento la neve che cade, non viene distribuita uniformemente, per tale motivo nelle aree colpite dal Blizzard, vi possono essere accumuli di neve "ridicoli" ma ance accumuli di neve di qualche metro. Possono assumente connotati simili ad un uragano e per questo motivo poesosno anche essere molto pericolosi. Dal 2000 ad oggi i Blizzard "storici" sono stati:

  • Groundhog Day Blizzard of 2011
  • Dicembre 2010 North American blizzard
  • Terzo Blizzard del nord America nel 2010
  • Secondo Blizzard del nord America nel 2010
  • Primo Blizzard del nord America nel 2010
  • Febbraio  2007,  Tempesta invernale del nord America
  • Saskatchewan blizzard del 2007

Ma il Blizzard più disastroso, fu quello che si verifico in IRAN nel 1972 dove morirono circa 4000 persone. Vsta la pericolosità di un evento di questo tipo, esistono delle regole basilari che è opportuno seguire nel caso di Blizzard, e negli ultimi giorni in Italia di possibili eventi di questo tipo ne abbiamo avuti parecchi, ecco quindi un piccolo vademecum che potrebbe servire alle persone che vivono delle aree del centro italia sommerse dalla neve:

  • conservare una buona scorta di combustibile da riscaldamento e di cibo. Se si viene avvisati del pericolo blizzard in tempo utile, fare scorta benzina o gasolio e cibo. Includere cibi che non hanno bisogno di essere cotti in caso vi sia mancanza di energia.
  • Assicurarsi che gli animali siano protetti, fornendo loro abbondanza di cibo e acqua prima che la tempesta raggiunga il pieno vigore.
  • Non rimanere all’aperto e non uscire se si è al riparo, si può facilmente perdere l’orientamento con la neve che acceca a causa della forza del vento e della scarsa visibilità. Se si deve uscire per forza maggiore, assicurarsi il capo di una corda alla casa e l’altro attorno alla vita per ritrovare la via di ritorno. Se si raggiunge un’altra casa, legare fermamente la corda a quest’ultima.
  • Attendere la fine del blizzard al riparo. Queste tempeste possono durare anche giorni.
  • Prepararsi in caso di mancanza di energia elettrica, controllando le pile delle apparecchiature a batteria come torce e radio portatili prima che la tempesta colpisca.
  • Fare attenzione al rischio d’incendio dovuto a stufe surriscaldate, caminetti, caldaie.
  • Usare la massima attenzione nelle operazioni di spalatura dopo la tormenta. È un lavoro estremamente faticoso e duro specialmente per chi non è in perfette condizioni fisiche e può portare addirittura ad attacchi cardiaci.
  • Conservare una giusta dose di medicinali nel caso qualcuno si senta male durante la tempesta, e soprattutto se si soffre di una qualche patologia.

Per concludere quindi il Blizzard  e Burian sono molto simili (anche se il Burian è tipico Russo) ma mentre con il Burian non è detto che nevichi, con il Blizzard invece la certezza ella neve, è pari al 100% :-)

 

 

Friday, 27 January 2012 10:23

La Neve e le sue "razze"

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La settimana scorsa, abbiamo parlato del tipo di precipitazioni e abbiamo visto come, a livello internazionale, siano state codificate e "uniformate" nei nomi fioccoaffinchè tutti possano, senza pericolo di errori, conoscere le condizioni meteo in una determinata zona (Metar e Synop utilizzano delle codifiche standard per descrivere il meteo negli aereoporti o quello rilevato dalle stazioni meteorologiche sparse in giro per il mondo). Abbiamo visto che vengono universalmente riconosciute 4 tipologie principali di precipitazioni: Pioggia, Pioviggine, Grandine e Neve. Per la neve, se vi ricordate, avevo anticipato che ne esistono di diverse "razze", lo scopo di questo post è appunto quello di approfondire questo argomento :-)

Vediamo quindi in che "forme" si può presentare una precipitazione nevosa:

  • Cristalli di Neve - IC78 : Sono i singoli cristalli di ghiaccio che poi aggregandosi formano il fiocco di neve che noi siamo abituati a vedere. La dimensione del fiocco varia a seconda delle condizioni atmosferiche in cui la precipitazione nevosa di verifica.
  • Light Snow - S70: Si tratta spesso di fenomeni che vengono associati a deboli nevicate in cui i fiocchi risultano essere molto piccoli, La neve chimica o la neve da nebbia sono spesso considerate Nevischio vista l'esigua dimensione dei fiocchi...che spesso sono dei singoli cristalli che in presenza di un cuscino d'aria al suolo, molto freddo o secco, riescono a giungere fino a terra.
  • Pioggia mista a neve (acquaneve) - Non Codificato: Si tratta in pratica di una mix di gocce di pioggia e fiocchi di neve parzialmente fusi che raggiungono comunque il suolo (spesso quando si è in macchina la si riconosce perchè tende a "spiattellarsi" contro il parabrezza formando una sorta di "esplosione"... non so se mi sono spiegato :-)). Se un fiocco di neve che sta cadendo al suolo, attraversa uno strato d'aria più caldo inizia il processo di scioglimento, ma se lo strato è troppo sottile, o sotto di esso è presente uno strato d'aria più freddo che impedisca il completo scioglimento del fiocco di neve allora si parla di Pioggia mista a neve. Spesso la si può confondere con grandine molle o pioggia grossa.
  • Gragnola (o Graupel o snow pellets) - SP87: Solitamente sono forme di precipitazione che si formano all'interno di nubi convettive e che quindi sono più probabili nei mesi primaverili e soprattutto in montagna. Si tratta di palline di ghiaccio opaco che si formano quando piccole particelle di ghiaccio (cristalli, fiocchi etc.) nel loro processo di caduta, incontrano una nube sopraffusa (ossia contenente vapoer acqueo che pur essendo a temperature inferiori allo zero, permane nello stato liquido) e nel passaggio, "toccano" le goccie di vapore sopraffuse che gelano immediatamente e si uniscono alla particella di ghiaccio formando appunto la pallina.
  • Neve tonda (o Ice Pellets) - IP75: Possono sembrare simili nella forma alla gragnola, ma sono molto diverse invece nel modo in cui si formano. Quando un fiocco di neve attraversa uno strato d'aria calda inizia a fondere, se nel processo di caduta incontra una massa d'aria abbastanza spessa e fredda da consentire al fiocco di neve parzialmente fuso, di solidificarsi nuovamente, si formerà una pallina di ghiaccio leggera e trasparente e dal dimetro di circa 5mm che al contatto con il suolo tenderà a rimbalzare (non confondiamola ovviamente con la grandine).
  • Grani di Ghiaccio (Snow Grain) - SG77: Simili alla grandine e ai Pellets visti poco fa ma a differenza di loro non hanno un nucleo e sono completamente trasparenti. Essi si formano quando una goccia di pioggia attraversa uno strato d'aria così fredda da congelarla e farla arrivare a terra congelata. Solitamente deve essere lo strato d'aria adiacente a suolo a produrre il congelamento.

Ecco queste sono le "razze nevose" ovviamente la "Dama Bianca" è solo quella composta da fiocchi di cristalli di neve...ma in questo momento visto l'inverno che stiamo passando, ed essendo un amante della neve mi andrebbe bene una qualsiasi dei tipi appena visti.... a voi no?? :-)


 

 

Tuesday, 24 January 2012 12:15

L'Orso Russo: Il re del gelo!

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Modello ECMWF - ORSO RUSSODa qualche giorno chi segue un pochino le vicende meteorologiche o in televisione, in internet o anche sui quotidiani si trova spesso a leggere/sentire che le sorti di questo inverno anonimo sono tutte nelle mani dell'Anticiclone Russo-Siberiano...ma cos'è? e come mai è così importante da "determinare" il tempo fin da noi?

L'Orso Russo (così viene chiamato dagli amanti della meteorologia) è una figura anticiclonica (quindi di alta pressione) che si forma solitamente nei mesi invernali nella zona compresa tra la Russia Asiatica, la Mongolia e la Siberia. Si tratta quindi, di una altapressione termica di natura artico-continentale a cuore freddo, che solitamente se ne sta "rintanata" nelle pianure nord asiatiche e che determina, in quella regione, i picchi di gelo di cui sentiamo parlare e che ci lasciano a bocca aperta.

Il motivo per cui si forma tale figura barica dipende da alcuni fattori caratterizzanti la sua terra d'origine ossia, la scarsa insolazione che quelle terregfs-2012012406-1-240 subiscono nel corso dei mesi invernali (latitudine molto elevata) e l'enorme distanza dal mare: Tali fattori contribuiscono a far si che le temperature precipitino molto al di sotto dello zero. Cosa succede a questo punto? che i bassi strati atmosferici (dai 2500/3500 metri in giù) si raffreddano moltissimo e l'aria gelidà esendo "pesante" forma al suolo un esteso campo di alta pressione...perchè al suolo? perchè l'alta pressione non è presente su tutta la colonna d'aria che sovrasta la zona in cui questa figura barica si forma anzi a quote più elevate tende ad abbassarsi (come possiamo notare nell'ultima immagine allegata al post, dove a fronte di una pressione al suolo di 1045mbar, alla quota di 500hPa la pressione decrese notevolmente). L'arrivo della primavera ovviamente fa si che le condizioni necessarie alla sua formazione decadano e quindi l'Orso viene sostituito che figure di bassa pressione.

Quando in una zona è presente l'Anticiclone Russo le condizioni meteorologiche sono bene definite: clima molto secco e molto molto freddo. Attenzione però che in tali condizioni, l'orografia del territori può facilmente portare (per l'effetto del fenomeno dello Stau) ad abbondanti nevicate. La potenza dell'Orso la possiamo intuire con due solo dati:

  • Il record mondiale per la pressione più alta mai registrata al suolo spetta alla Mongolia con 1085.6hPa, registrata nel dicembre del  2001
  • Il record di freddo misurato in presenza dell'Orso invece è di -60° e fu registrato in diverse cittadine della Rusia Siberiana

Non c'è che dire...questa figura per gli amanti del freddo è l'ideale. Ovviamente essa è in grado di "controllare" la condizioni meteorologiche invernali in gran parte del territorio euroasiatico ma anche nelle immediate zone ad esso adiacenti è (purtroppo aggiungo io che sono un freddofilo fino al midollo)  però difficile che esso venga a "rompere le scatole" anche in Europa ma soprattutto fin sul mediterraneo. Questo perchè, come tutti sanno (o forse no ma ve lo dico ora) nell'Emisfero Settentrionale (quello in cui ci troviamo noi...) solitamente le masse d'aria seguono una direttrice di spostamento da Ovest verso Est...quindi è logico attendersi che (se la geografia non è un'opinione)  visto che "l'orso" si forma più ad Est di noi, esso debba disturbare più che altro Cina e Giappone che si trovano più ad Est...ma (perchè come dico spesso in meterorologia i ma ci sono sempre) in determinate circostanze (rare) può succedere che esso compia un moto retrogrado e che quindi dalle steppe siberiane si muova verso ovest andando ad interessare l'Europa Centrale e se ci va di culo anche il Mediterraneo.

Bene, sembra che nei prossimi gioECM1-240rni "i pianeti" si siano allineati, i tarocchi abbiano estratto la carta del gelo e il governo del mondo abbia deliberato affinchè le condizioni per un moto retrogrado dell'Orso ci siano tutte! Partiamo da lontanto per spiegare cosa potrebbe portare anche da noi il gelo... Lo abbiamo spesso sentito negli ultimi due mesi che "l'assenza dell'inverno" alle nostre latitudini era da ricercarsi nella forza del Vortice Polare. Esso è rimasto così forte che ha impedito al freddo di giungere fino a noi e non parlo solo dell'Orso ma anche delle "normali" colate artiche provenienti dalla Gronenlandia o dall'Islanda.  Qualche settimana fa il VP ha iniziato a subire un'attacco non indifferente da parte dello Stratwarming, ossia è iniziato un riscaldamento a livello Stratosferico che si è poi diffuso alla Troposfera (e già che questo accada non è sempre certo...ossia uno stratwarming accade quasi ogni inverno, ma perchè questo sia efficace deve poi estendersi anche alla quote inferiori...e questo non è detto che accada). Questo "caldo" ha fatto si che il VP si "dislocasse" dalla sua posizione iniziale e si splittasse in due lobi. Ovviamente questo cambia tutto lo scenario che ci ha "guidati" in questo inizio di inverno. Un VP meno forte consente alle Basse pressioni che prima stazionavano a latitudini elevate di scendere anche verso il Mediterraneo, ma soprattutto, all'Alta pressione delle Azzorre (che fino ad oggi ha rotto le palle sull'Europa Occidentale e sul Mediterraneo) di protendersi anche a latitudini elevate.

E' soprattutto questa seconda condizione che favorirebbe il moto retrogrado del freddo Siberiano Infatti se l'Alta Pressione delle Azzorre si disponesse lungo la direttrice Sud-Ovest/Nord-Est questo consentirebbe il "ricongiungimento" (ponte di Wejkoff) con l'Altapressione Russa Siberiana, che favorirebbe lo scorrimento lungo il suo bordo inferiore della massa d'aria gelida dell'Orso...figata!! Ma sto ponte ci sarà? Da quello che dicono i modelli (a run alterni sinceramente...) la risposta è si, come mostra l'ultima figura relatva al RUN 0z del modello Europeo ECMWF in cui si vede chiaramente l'Alta Azzorriana congiungersi con l'Alta Russa e sotto "il ponte" scorrere l'Aria fredda (vedi la prima immagine in alto a sinistra).

Diciamo che questo è lo scenario prospettato dai modelli..e sappiamo che previsioni così a lungo termine ( si parlerebbe di fine gennaio) sono sempre ballerine...soprattutto quando si ha a che fare con questi moti retrogradi così "contro natura" diciamo... ma il fatto che siano diversi run a confermare l'andamento ma soprattutto il fatto che erano anni che non si vedeva un Anticiclone Siberiano così in forma (oggi 1060hPa)  ci dà una speranza di vedere anche da noi il vero inverno... si perchè se arriva l'Orso non si parla di freddo ma di gelo... come mostrano le termiche visibili sulle prime due immagini :-). Che sia la volta buona? non lo so ma intanto vi ho spiegato, spero in modo semplice, cosa vuol dire che arriva l'Orso :-)

 

 

Saturday, 21 January 2012 21:21

Pioggia, Neve e Grandine ... cosa sono?

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Tutti conoscono a grandi linee cosa si intende quando si parla di neve, pioggia o grandine, ma forse non tutti sanno che tutti questi fenomeni sono stati codificati a livello internazionale per essere utilizzati nella trasmissione dei dati provenienti dalle rilevazione dei METAR ( METeorological Aerodrome Report) ossia dalle stazioni meteorologiche situate negli Aereoporti, piuttosto che dalle rilevazioni SYNOP (Surface synoptic observations) che non sono altro che le rilevazioni meteorologiche provenienti dalle stazioni meteo sia presidiate che automatiche sparse in giro per il mondo. Questa codifica, universalmente riconosciuta consente quindi a chiunque di "capire" cosa sta "accadendo" dal punto di vista meteorologico in giro per il mondo, semplicemente "decodificando" questi codici senza bisogno di conoscere la "lingua locale"... in ogni applicazione un codice è meglio di una descrizione! :-)

Comunque, tornando all'argomento del post, le tipologie di precipitazioni "riconosciute" e codificate sono sostanzialmente 4:Neve, Pioggia, Grandine e Pioviggine. Vediamo nel dettaglio cosa si intende per ognuna di esse e come queste sono state descritte nel momento in cui sono state cofoto4dificate!

Neve - Codice da S70 a S74

Per noi la neve è "qualcosa di bianco" che in determinate situazioni cade dal cielo e per i nevofili e motivo di "orgasmo" :-) in pratica però è un insieme di cristalli ghiacciati più o meno legati tra loro a formare fiocchi di dimensioni più o meno grandi. Un singolo cristallo di neve può raggiungere dimensioni massime di mezzo centimetro, ma un fiocco può raggiungere dimensioni notevoli fino addirittura a 5 cm di diametro... la neve però è un fenomeno così straordinario che ne esistono di vari tipi a seconda delle dimensioni, della forma e delle condizioni in cui i fiocchi si formano... vedremo nel dettaglio le tipologie di neve in un'apposito post.

Pioggia - Codice da R60 a R64

Sono gocce d'acqua che cadono al suolo e che hanno una dimensione superiore ai 500 micron, ma che possono arrivare fino a mezzo centimetro nei fenomeni violenti (temporali, rovesci). La pioggia ha la "capacità" (soprafusione) di non ghiacciare se nella sua discesa verso terra, dovesse incontrare uno strato d'aria molto fredda con temperature inferiori allo zero. Essa però ghiaccia immediatamente nel momento in cui pioggiatocca il suolo (Gelicidio). A seconda delle dimensione delle gocce si formerà o ghiaccio opaco (quando le gocce sono piccole) o ghiaccio trasparente (quando le gocce sono più grandi)...comunque indipendentemente se è trasparente o opaco, una cosa è certa...si scivola! :-)

Pioviggine - Codice L50

Simile alla pioggia, ma di dimensioni molto più piccole (inferiori ai 500 micron). Sembra impossibile, ma la pioviggine è molto più "fitta" rispetto ad  una normale pioggia. La pioviggine inoltre si differenzia dalla pioggia anche per il fatto che oltre dalle nubi si può generare anche da fitte nebbie quando ovviamente la temperatura è tale da non consetire la formazione di neve chimica o di galaverna. Come per la pioggia, anche la pioviggine può raggiungere il terreno pur attraversando uno strato d'aria a temperatura inferiore allo zero ed in questo caso (viste le dimensioni delle gocce) si formerà sul terreno uno stratgrandineo di ghiaccio opaco.

Grandine - Codice A89

La grandine si forma generalmente all'interno di nuvole temporalesche (Cumulonembi) quando le correnti ascensionali (causa dello sviluppo verticale delle nubi temporalesche) sono così forti da consentire ai cristalli di ghiaccio in esse presenti di aumentare di dimensione grazie a ripetuti "sali e scendi" all'interno della nube...ovviamente più le correnti ascensionali sono forti e più "hanno la forza" di sostenere cristalli via via sempre più grandi e quindi di generare grandinate di dimensioni notevoli. Teoricamente è possibile sapere quante volte il chicco è stato "rimandato in alto" contando il numero di strati di ghiaccio che si sono accumulati attorno al nucleo centrale...insomma è un po' come verificare l'età di un albero dal numero di anelli che compongono il suo tronco...Ovviamente tra le manifestazioni "precipitative" la grandine è la meno amata...chissà perchè...beh provate a prendervi in testa un chicco di grandine grande come n'arancia e poi vediamo :-)

Ciao alla prossima!

 

Ciao a tutti

Ho pensato di scrivere due cavolate sul Buran (ma in Italia va bene anche la forma Burian..e d'ora in avanti useremo quella) per due motivi:

  1. Negli ultimi giorni si sente spesso parlare della possibilità che a partire dalla prossima settimana possa venire a farci visita
  2. Spesso si crede che grazie al Burian nevichi su tutta Italia

Il titolo del post si collega proprio al secondo punto e la risposta corretta secondo me è NO, almeno non da subito... ma cerchiamo di capire il perchè!

Il Burian (dal russo буран che significa vento molto forte) è un vento molto freddo e secco caratteristico delle stepe della pianura Sarmatica situata a Ovest degli Urali. Il tutto parte da un'area di bassa pressione che andando a rompere le scatole all'alta pressione che solitamente staziona in quelle zone (l'Orso Russo in gergo) innesca la genesi del vento che disponendosi da N-NE trascina verso S-SO aria fredda di origine Siberiana. Esso, nelle sue terre di origine, è quasi sempre accompagnato da bufere di neve congelata e leggera (ricordo che i fiocchi "grandi" si hanno quando le temperature non sono troppo basse).

In Italia però con tale termine si intende una irruzione di aria fredda continentale (l'Italia in effetti è posta a SO rispetto Ponte di Weijkoffalla pianura Russa) ma, nonostate il Burian sia frequente "a casa sua", da noi le sue scorribande sono piuttosto rare e se non ricordo male (ma posso sbagliarmi lo ammetto) l'ultima sua "vera" visita risale oramai al lontano 1996 quando a fine dicembre arrivò portando neve su tutta la penisola, soprattutto al Sud Italia...più recente ma meno estesa (coinvolse solo il Nord Italia...e molti però lo ritengono un evento di Blizzard e non di Burian) fu invece la visita che ci fece il 13 Gennaio 2001 . Le "Burianate" in Italia, sono così rare perchè tutta una serie di tasselli devono mettersi al posto giusto... insomma il Burian è come un Puzzle... se manca un pezzo più che Burian è na cagata!

Le condizioni che si devono verificare affinche sull'Italia si possa parlare di Burian sono le seguenti:

  • Innnazitutto, l'Alta delle Azzorre, invece di rompere le scatole sul Mediterraneo Centrale, deve gonfiarsi come un pavone seguendo una direttrice SO-NE, protraendosi dall'Atlantico fin sulla Scandinavia e oltre, ponendosi quindi come blocco del flusso zonale alle alte latitudini, impendendo quindi alle perturbazioni Atlantiche di arrivare fin da noi.Rrea00120011213
  • E poi, come dicevamo ad inizio post, deve muoversi l'Orso Russo ossia l'Anticiclone Gelido Siberiano che dovrebbe spingersi verso la russia continentale...meglio se più ad Ovest.
  • Infine, se l'Alta Azzoriana e l'Orso Russo arrivano a "toccarsi" dalla loro unione nasce quello che meteorologicamente parlando si chiama Ponte di Weijkoff. La prima figura a lato mostra tale configurazione relativa al mitico inverno del 1956. Mentre la seconda mostra la situazione nel Dicembre del 2001

A questo punto cosa succede? Beh le correnti miti Atlantiche, non riescono a sfondare verso il mediterraneo scivolando a nord del Ponte, e l'aria secca di origine Siberiana del Burian si riversa verso i Balcani e da li in Italia. Ovvimente la traiettoria del Burian, come potrete intuire dipende da come è disposto il Ponte, un ponte troppo a Sud coinvoglia l'aria solo sulle regioni centrali e meridionali Italiane, Un po' più a Nord riesce a coinvogliarle anche in Pianura Padana...più a nord ancora le correnti passano al di sopra delle Alpi (come accadde nel 1985) e in questo caso posso essere gioie o dolori...

Ora che abbiamo capito più o meno cosa è il Burian, cerchiamo di capire perchè ho detto, che non in tutta Italia esso porta con sè la neve... Come abbiamo più volte scritto, il Burian è originariamente un vento freddo, ma molto secco e questo ovviamente non favorisce le precipitzioni per "mancanza di umidità"... se il Burian arriva direttamente in Pianura Padana (a meno che non vi siano condizioni molto particolari), vi arriva mentenendo inalterate le sue condizioni originali...gran freddo nei primi 2000mt di quota con brusco e veloce calo delle temperature e pochissima umidità...ergo bassissime probabilità di neve... se nella sua discesa però coinvolge anche le regioni centro meridionali Italiane, per queste, le cose sono molto diverse...Il Burian infatti per arrivare al Centro-Sud, deve attraversare il Mar Adriatico (non è che entra a Trieste e poi prende l'Autostrada....) e così facendo si carica di umidità. Appena tocca la costa, come accade in Pianura Padana l'aria nei primi 2000 metri si raffredda immediatamente, ma in questo caso, l'orgrafia della Zona aiuta la neve... l'Aria fredda e umida "sbatte" contro gli Appennini e per l'effetto Stau (non sto qua a spiegarlo...ho scritto poco tempo fa un articolo a riguardo...) inizia a nevicare anche copiosamente fin sulle coste Adriatiche...si perchè sulle coste Tirreniche in realtà si attivano correnti favoniche, che scendendo dagli appennini attenuano di molto gli effetti gelidi del Burian garantendo bel tempo...

Quindi diciamo che quando arriva il Burian ad essere quasi sempre contenti possono essere gli abitanti delle regioni centro meridionali Adriatiche...le Tirreniche direi che sono le più sfigate...e per il Nord? E' il Nord Est ad essere più avvantaggiato (come nel 2001) rispetto al Nord Ovest... di sicuro il Burian è in grado di garantire alla Pianura Padana, la formazione di un cuscino d'aria gelida nei bassi strati e al suolo tale per cui l'arrivo di una perturbazione da Ovest troverebbe le condizioni ideali per la neve...quindi pone le basi per la neve, ma non necessariamente la porta immediatamente con sè.

Immagino che adesso vi starete chiedendo...e quindi? cosa serve perchè arrivi la neve copiosa su tutto il Nord? la risposta è semplice, na bella Rodananta... ma di questo vi perlerò in un'altro post :-P

Monday, 16 January 2012 00:00

Ma Galaverna e Neve chimica...sono la stessa cosa??

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Negli ultimi due giorni sia in TV che sui siti meteo più importanti, si sente spesso parlare di Galaverna e Neve chimica associandole ad immagini di auto ricoperte da uno strato ghiacciato, strade imbiancate come se fosse nevicato e paesaggi "irreali" in cui alberi "bianchi" emergono dalla coltre nebbiosa in dissolvimento... sono queste le conseguenze dei due fenomeni sopra menzionati che però pur essendo spesso "associati" l'uno all'altro, sono due manifestazioni meteorologiche ben distinte che avvengono sostanzialmente in due modi e per due motivi diersi.

La neve chimica è quel fenomeno che spesso ci fa gridare "alla neve" poi ti guardi attorno e dici..."cavolo ma non può essere neve...c'è il sole!!". Io ricordo perfettamente la prima volta che ho osservato il fenomeno verso la fine degli anni 90. Mi trovavo con la macchina sulla Stada Statale 11 , tra Peschiera del Garda e Castelnuovo erano da poco passate le 9 del mattino la nebbia si stava diradando e il sole faceva capolino...improvvisamente mi ritrovai in un tratto di strada completamente imbiancato e mi accorsi che dal cielo scendevano minuscoli cristalli ghiacciati...ovvio che gridai alla neve ma mi resi subito conto della cavolata :-). Comunque incuriosito parcheggiai l'auto e scesi a toccare con mano quello che stava succedendendo... in effetti si trattava di "neve" molto leggera e fine...beh una bella sorpresa non c'è che dire :-)...ovviamente pochi chilometri dopo, tutto finiva e la strada tornava ad essere sgombra e senza "manto"... Bene, questo fenomeno a cui ho avuto la "fortuna di assistere" era un episodio di neve chimica... La galaverna invece è quella "cosa" che nelle giornate nebbiose osservavo spesso nelle campagne ancora avvolte dalla nebbia e che trasformava ogni cosa, auto parcheggiate, alberi, lampioni, erba...insomma qualsiasi cosa, in magnifiche statue di ghiaccio... fenomeni simili come detto ma non identici...capiamo il perchè.

2012-01-16 08.08.29La Neve Chimica è un particolare fenomeno atmosferico che solitamente si verifica in inverno quando le temperature dell'aria si mantengono sotto lo zero. Oltre a questa condizione (indispensabile), l'aria deve "contenere" particelle inquinanti. Essa è tipica delle zone con una forte presenza industriale nelle aree circostanti. Infatti, le polveri emesse dalle combustioni industriali fungono da nuclei di condensazione che si "arricchiscono" man mano di umidità fino a raggiungere la saturazione e, viste le temperature negative (o prossime allo zero), questi nuclei umidi ricadono al suolo sotto forma di cristalli di ghiaccio. In pratica si verifica artificialmente quello che più a larga scala avviene con i corpi nuvolosi, solo che i nuclei che fungono da catalizzatori per l'aggregazione sono le polveri emesse e non le particelle di vapore acqueo. Non è chiaro quali siano "gli inquinanti" (se esistono) che favoriscono meglio di altri il fenomeno. Solitamente gli accumuli al suolo non arrivano mai a più 4/5 centimetri, e a differenza della "vera neve" si sciolgono immediatamente con la comparsa del sole. La prima notizia ufficiale della comparsa di tale fenomeno fu una nevicata con cielo sereno e nebbia fitta verificatasi nel periodo natalizio del 1984, a Segrate (Milano). ma come detto poco fa essa è piuttosto diffusa in Pianura Padana...non che sia un bel segno eh!! :-). L'immagine a lato mostra il fenomeno della neve chimica verificatosi il 16 Gennaio 2012 sull'autostrada A22 nei pressi di Verona Nord.

La Galaverna invece è un fenomeno naturale, essa è si manifesta come un rivestimento cristallino e bianco attorno alle superfici solide esposte alla nebbia e alle basse temperature. A differenza delle brina (altro fenomeno simile) che per staccarla dal cruscotto della macchina ci vuole lo scalpello :-), di solito la galaverna non è solida e può essere facilmente tolta dalle superfici. La galaverna si forma perché il vapore acqueo sospeso nell'atmosfera, per MonteAcuto-neve-galaverna500il fenomeno della soprafusione, puo rimanere liquido anche sotto lo zero, si tratta però di uno stato "molto instabile" e non appena le cocce di vapore, vengono a contatto con una superficie solida esse si solidificano immediatamente formando la galaverna.  le condizioni ideali per la formazione della galaverna sono:

  • piccole dimensioni delle gocce di nebbia
  • temperature basse
  • ventilazione assente
  • lento accrescimento delle gocce di vapor acqueo
  • dissipazione veloce del calore latente di fusione

Se tali condizioni si verificano allora si puà parlare di galaverna altrimenti si parla di altri venomeni meno noti come ad esempio la calabrosa, che si forma in presenza di "nebbia grossa" e forte vento.

Ecco questa è sostanzialmente la differenza...la prima è un fenomeno diciamo "aritificiale" provocato in parte dall'uomo ... la galaverna invece è un fenomeno più naturale... a me personalmente piace molto la galavern e a voi?? :-)

Ciao a presto!

Wednesday, 28 December 2011 00:00

Robert, un uragano (artico) per amico!!

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Non so da voi, ma oggi qua a Caprino sembra davvero primavera con 13° e un bel sole, nemmeno offuscato dalle nebbie che solitamente ci fanno compagnia in inverno quando le condizioni meteo sono quelle degli ultimi giorni. Questa situazione ormai dura da qualche settimana e sta diventando abbastanza monotona :-)...ma se da noi viviamo questa condizione di "stallo meteorologico", nel Regno Unito, gli ultimi due mesi sono stati piuttosto movimentati :-) ... non parlo di grandi nevicate, freddo intenso, giorni e giorni di maltempo.... parlo del fatto che ogni tanto, a quelle latitudini arrivano "dei mostri" barici che solitamente si vedono a latitudini ben diverse...ossia particolari "tempeste" che vengono chiamate Polar LowsUragani Artici.

L'ultima in ordine di tempo è quella che sta interessando il nord dell'Irlanda e la Scozia in queste ore chiamata, dal Dipartimento di Meteorologia dell'Università di Berlino, ROBERT. Questa tempesta è già formata come possiamo vedere dall'immagine ripresa dal satellite e mostra il caratteristico "occhio del ciclone" e la spirale di nubi convettive che ruota attorno ad esso:

SatPL

Come possiamo notare dalla seconda immagine (Fonte Wetterzentrale), Robert presenta un minimo depressionario di 970 mbar e il fronte naturalmente occluso (si parla di fronte occluso, quando un fronte freddo, raggiunge un fronte più caldo...anche essi visibili dall'immagine)... sinceramente non conscendo la temperatura delle varie masse d'aria in gioco quando i due fronti si sono "scontrati", non posso dire con sicurezza se si tratti di un fronte oclcuso di tipo caldo o freddo... ma azzardo dicendo che è di tipo caldo...anche perchè è il più comune :-)).

SatPL4

Robert è sicuramente una Polar Low a cuore caldo, come possiamo notare nella terza immagine dalla quale è possibile apprezzare come agli 850hPa di quota, in prossimità dell'occhio, la temperatura sia notevolmente più alta rispetto alle zone circostanti che si trovano a temperature inferiori allo 0.

SatPL3

COn una simila configurazione barica ci si aspetta che vi siano venti piuttoto forti... beh diciamo che in effetti è così :-). Come possiamo notare dalla prossima immagine infatti i venti previsti al suolo superano i 160-180 Km/h...insomma un altra bella "sfuriata" dopo quella che il 13 Dicembre aveva causato danni ingenti sia nel Regno Unito che in Scandinavia... se ti trovi a fare Kite Surf in mezzo a sto robo finisci direttamente sulle coste della Normandia a mangiare Brie...

SatPL2

Robert, da gente più esperta di me sicuramente è stato classificato come Polar Low...Ma in pratica di cosa si tratta? Sicuramente erano un incubo per i marinai dei secoli scorsi che bazzicavano i mari a quelle latitudini, in quanto una delle caratteristiche di una Polar Low è appunto la velocità con cui si forma...oggi (forse) grazie ai satelliti si possono prevedere, un tempo invece no, ti ci ritrovavi in mezzo con la tua barchetta di legno e dovevi sperare di fare la fine della casa di Alice nel Paese delle Meraviglie :-).

A tutti gli effetti le Polar Low sono dei mesocicloni marittimi che si formano quando una massa d'aria polare passa su di una superfice marittima più calda (anche leggermente) attivando il processo di convezione, tipico dei più noti cicloni tropicali... quindi non è detto che il mare debba per forza essere caldissimo per generare ste cose...basta che lo sia rispetto all'aria che gli passa "sopra"...e che vi siano comunque alre condizioni a contorno che favoriscono la loro formazione! Queste formazioni sono più piccole dei loro lontani parenti (dai 100 ai 500 Km di diametro) e durano al massimo 12/36 ore.

Il modo con cui queste formazioni cicloniche "nascono" è piuttosto "standard", infatti come detto si innescano per convezione solitamente ad ovest di un fronte occluso precedentemente formatosi, in concomitanza del quale inzia a vedersi dalle immagini satellitari una caratteristica formazione nuvolosa a "virgola"...che poi maturando, diventa una spirale...fino a formare l'occhio (ecco perchè viene anche definito anche uragano artico... ma il vero motivo lo vedremo a fine post), ovviamente oltre al vento forte, questo tipo di tempeste genera intense bufere di neve... peccato però che visto il vento non ci si possa proprio divertire :-) e, dopo il passaggio del centro, la temperatura delle zone appena "liberate" può crollare di molti gradi, causando spesso la formazione di ghiaccio in mare... ma perchè solo in mare? perchè come i cicloni tropicali, le Polar Low tendono a dissolversi a contatto con la terra ferma (viene a mancare l'apporto umido del mare) anche se non sono escluse abbondantissime nevicate anche lungo le coste o nell'entroterra immediatamente adiacente ad esse.

Ma allora, dire che una Polar Low può anche essere chiamata Uragano Artico, significa sparare na cagata? se analizziamo alcune caratteristiche comuni tra una PL e un Uragano "tradizionale" viene da dire di no infatti:

  • La generazione di queste figure polari è simile a quella dei cicloni tropicali come abbiamo descritto in precedenza, e la scintilla che fa innescare la loro nascita è la temperatura superficiale marittima (SST)
  • Il sistema nuvoloso una volta maturo presenta, come i cicloni tropicali, un moto costante come direzione in quanto non è "influenzato" da fattori esterni
  • Entrambi presentano il cuore caldo.

Quindi a tutti gli effetti Robert è un uragano anche se nato lassù :-) ...ma a sto punto, è meglio la nostra "noia barica" o un robo del genere?? mah se devo essere sincero non scelgo nessuna delle due alternative...ma la terza... ossia na bella Rodanata!!! :)

Ciaooooooo

 
Thursday, 09 June 2011 13:09

Fulmini e Saette : l'ira di Zeus o no?

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I fulmini sono un bel fenomeno da vedere, ci pensavo l'altra sera mentre guardavo lo spettacolo "pirotecnico" gratuito che un grosso temporale sul Monte Baldo mi stava offrendo... Beh diciamo che non l'ho sempre pensata così. Mi ricordo ancora quando all'età di 5 anni, una sera, mentre facevo una passeggiata com mia madre, ci ha colto di sorpresa un fortissimo temporale e in fretta e furia abbiamo iniziato a tornare a casa al riparo degli ombrelli che preventivamente mia mamma aveva portato con se...a quel tempo abitavo in una stazione ferroviaria, quella di Peri (VR), e per tornare dovevamo attraversare il passaggio a livello...beh butei...iniziamo ad attraversarlo e un filmine decide di scaricarsi direttamente su una delle barriere (alzate ovviamente...) del passaggio a livello stesso...sarà caduto a 20 metri da me e mia madre...Luce accecante prima...botta spaventosa poi...

Non ricordo se mi sono caga*o addosso e nemmeno se ho bagnato i pantaloni (perchè quando sono arrivato a casa ero bagnato dalla testa i piedi...), ma ricordo perfettamente di aver fatto gli ultimi 200 metri che mi separavano da casa in un tempo degno di Usaim Bolt dopo aver mollato a terra tutto quello che tenevo in mano...ombrello compreso...Questo è il primo fulmine che ricordo...e mi è rimasto stampato bene in testa...Sarà per quello che ora quando piove difficilmente uso l'ombrello :-).

Comunque a parte la "caga" del momento da allora tutti questi fenomeni mi affascinano e ho iniziato a studiarli...allora credevo ancora che fossero opera di Zeus il nonno di Pollon...da qualche anno invece so che hanno na spiegazione più scientifica :-)) ... eccola!

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